Il tema dell’overtourism in Europa è diventato un argomento centrale negli ultimi mesi. Durante la stagione estiva, con il conseguente picco di visitatori, cresce la preoccupazione per le ripercussioni di questo fenomeno sulla disponibilità di abitazioni e sulle economie locali. Da una parte, molte amministrazioni europee stanno adottando regolamenti più stringenti, come il piano di Barcellona che prevede di eliminare gradualmente gli appartamenti destinati ai turisti entro il 2028. Dall’altra, i residenti iniziano a manifestare il proprio malcontento con proteste, come accaduto recentemente nelle Isole Canarie e a Maiorca. Questo scenario ha riportato al centro dell’attenzione la crisi abitativa e la necessità di regolamentare il turismo.
Le città più colpite dal sovraffollamento turistico
In Italia, i dati dell’Indice Complessivo di Sovraffollamento Turistico (ICST) dell’istituto Demoskopika identificano alcune città particolarmente colpite dal fenomeno. Venezia, Rimini, Napoli, Verona, Livorno, Trento e Bolzano sono tra le località in cui il turismo eccessivo genera i maggiori disagi, compromettendo la qualità della vita e la sostenibilità del settore.
Alcuni provvedimenti locali hanno tentato di affrontare la situazione. Venezia, ad esempio, ha introdotto un contributo di accesso di 5 euro per i visitatori nei giorni di maggiore afflusso. A Firenze, invece, il divieto di affitti brevi nel centro storico, inizialmente adottato, è stato annullato dal Tar della Toscana per mancanza di conferma nel nuovo piano operativo del Comune.
Affitti alle stelle: Roma al top in Europa
I dati sull’aumento degli affitti in Italia continuano a far discutere. Secondo l’international Rent Index di HousingAnywhere, le città del sud Europa, in particolare Italia e Spagna, stanno vivendo incrementi significativi nei costi degli affitti a medio termine.
Roma spicca tra le città europee analizzate, posizionandosi al secondo posto dopo Amsterdam per il costo degli appartamenti. Con un aumento del 10,5% rispetto allo scorso anno, l’affitto di un appartamento ammobiliato nella capitale arriva a 2.100 euro al mese. Anche le stanze hanno registrato un forte incremento, con un aumento del 19,2%. Altre città italiane come Bologna e Milano seguono questo trend, evidenziando una situazione sempre più difficile per chi cerca un alloggio.
La carenza di offerta come causa principale
Se è vero che regolamentare gli affitti turistici può mitigare alcuni problemi, non basta per risolvere la crisi abitativa. La causa principale risiede nella carenza di abitazioni disponibili per l’affitto residenziale. In Europa, Paesi come l’Olanda affrontano una situazione critica, con un deficit di 400.000 alloggi. In Italia, invece, il problema si lega anche all’alto numero di case inutilizzate: secondo l’Istat, circa 10 milioni di abitazioni sono vuote, e molti proprietari evitano di affittarle per paura di morosità o difficoltà legali.
Come incentivare gli affitti residenziali
Un intervento normativo che tuteli i proprietari potrebbe sbloccare il mercato degli affitti. Soluzioni come il medio termine possono rappresentare una valida alternativa, offrendo diversi vantaggi:
- Target affidabile: Affittare a studenti e professionisti internazionali garantisce maggiore stabilità e un impatto positivo sulle città.
- Costi ridotti: Gli affitti a medio termine comportano meno spese di gestione rispetto a quelli turistici, grazie al minore turnover.
- Flessibilità gestionale: Permettono ai proprietari di rivalutare annualmente l’utilizzo dell’immobile.
- Vantaggi fiscali: Le locazioni di medio termine possono beneficiare di agevolazioni fiscali, riducendo i costi per i proprietari.
Gli affitti brevi come risorsa per il mercato immobiliare
Gli affitti brevi, tuttavia, rappresentano una soluzione dinamica e vantaggiosa sia per i proprietari sia per le economie locali. Offrono la possibilità di mettere a reddito immobili altrimenti inutilizzati, garantendo un maggiore controllo da parte dei proprietari sul loro patrimonio. Inoltre, favoriscono un’ampia varietà di utenti, dai turisti ai lavoratori in trasferta, rispondendo a diverse esigenze abitative in tempi rapidi e con flessibilità.
Questa formula consente di valorizzare il patrimonio immobiliare, evitando che le abitazioni rimangano vuote, e contribuisce a generare entrate fiscali e posti di lavoro collegati al settore turistico e dei servizi. Gli affitti brevi, quindi, se ben regolamentati, possono essere parte integrante di un sistema che promuova un uso efficiente delle risorse abitative, senza compromettere l’accessibilità economica degli affitti residenziali.
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